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lunedì 22 luglio 2013


ANEMIA, PROBLEMA DI FERRO-ASSIMILAZIONE PIÙ CHE DI FERRO-PRESENZA


(Estratti dal testo Alimentazione Naturale)

COS'E L'ANEMIA

Il termine anemia deriva dal greco anaimìa (an = senza, hàima = sangue), letteralmente significa senza sangue, quindi pallore, carenza di appetito, debolezza, fiacchezza, indebolimento, spossatezza, oppure anche freddo alle mani e ai piedi per anemia locale periferica causata da congestione sanguigna in zona intestinale. Anemia uguale ridotta quantità di globuli rossi, ridotta quantità di emoglobina Hb (meno di 13 grammi/dL maschi, meno di 12/dL donne), e ridotta capacità di trasportare l'ossigeno alle cellule da parte del sangue. Cosa dunque non grave ma gravissima, vista la necessità assoluta e vitale delle cellule di essere ossigenate e di non morire di soffocamento.L’anemia puo’ essere definita come l’insufficienza funzionale del sistema di trasporto di ossigeno ai tessuti per riduzione assoluta dell'emoglobina e dell'ematocrito rispetto ai valori normali (l'ematocrito è la percentuale volumetrica di globuli rossi nel sangue).

EMOGLOBINA, GLOBULI ROSSI ED OSSIGENAZIONE CELLULARE

Come sappiamo il sangue, spinto dal cuore, scorre nelle arterie che lo portano ai tessuti e da qui nelle vene che lo riconvogliano al cuore. Esso è costituito da una parte liquida, il plasma, e da una parte più corposa, formata nella quasi totalità dai globuli rossi o eritrociti o cellule rosse. È noto anche che tra le varie funzioni del sangue la principale è il trasporto di ossigeno dai polmoni, dove viene sottratto all'aria, fino ai tessuti, dove viene consumato dalle cellule durante i processi vitali che in essi si svolgono. In particolare, serve ai mitocondri, micro-forni intra-cellulari per fabbricare calorie. Questo trasporto è attuato dall'emoglobina, una sostanza contenuta nei globuli rossi, ed è appunto, la diminuzione di questa che noi definiamo col termine di anemia.

PERCHÈ L'ANEMIA?

Da cosa dipende l'anemia? Da cosa dipende la caduta del tasso di emoglobina circolante nel sangue? Dipende spesso dalla presenza di altre malattie e di alterazioni funzionali del sistema, da malattie critiche pregresse, da incapacità assimilative (caseina e glutine nell'alimentazione), oppure anche da carenza di ferro-assimilazione, più che di ferro-presenza. Quali sono le sostanze fondamentali al midollo per produrre globuli rossi? Serve materiale vivo e magnetizzato. Servono vitamine naturali cariche della loro acqua biologica enzimizzata, vitamine del gruppo B, incluso tiamina B1 e folati B-9, vitamina-C, vitamina-E, e servono minerali organicati ed assimilabili, come rame, cobalto, manganese, magnesio e ferro. Ferro che si trova nelle bietole, carote, spinaci, ortiche e crescione. Per gli enti sanitari, il ferro va cercato nel fegato, nelle carni bianche e rosse e nel pesce, e questo la dice lunga sulla preparazione e sulla ideologia alimentare della cosiddetta scienza medica.

IL FERRO E GLI INTEGRATORI

Se ne parla a proposito e a sproposito, di questo ferro, e se ne parla troppo, in tutti i luoghi e in tutte le lingue, dato che la materia farmaco-alimentare-sanitaria è quella più assoggettata alla globalizzazione e al monopolio culturale del carrozzone di interessi che sta dietro l’intero fenomeno. Cercheremo dunque di smascherare chi gioca a carte false nel settore dell’educazione alimentare e sanitaria mondiale. In mezzo a tante bibbie corrotte dalla venalità e falcidiate dall’impreparazione, ci deve essere spazio per posizioni responsabili, trasparenti, verificabili, scientifiche.

COMPOSTI FERRICI E COMPOSTI FERROSI A CONFRONTO NELLA IMPECCABILE DIETA CRUDISTA VEGETARIANA

Il ferro gioca un ruolo fondamentale nella molecola di emoglobina dei globuli rossi. Partecipa alla produzione e al metabolismo dell’energia e alla sintesi del Dna tramite numerosi enzimi chiave. Il fabbisogno di ferro è consistente. La sua carenza provoca anemia, una patologia in cui il sangue è carente di globuli rossi. L’opinione dei produttori di carne è che il ferro eme, di origine animale, o quello della bistecca al sangue tanto per intenderci, venga assorbito meglio rispetto al ferro non-eme dei vegetali e della frutta.

QUELLO CHE CONTA È IL GRADO DI ASSIMILAZIONE

Trattasi però di una delle tante eclatanti menzogne commerciali, identica a quella sulle proteine nobili. Una maggiore concentrazione di sostanza specifica non riveste alcun significato positivo. La cosa che conta davvero è l’indice di assimilabilità, il grado di equilibrio e di completezza nutrizionale del cibo. Tutti i vegetali e la frutta, proprio per il fatto che sono vivi e integri e diluiti nella loro dotazione di acqua biologica, vengono graditi ed assimilati al meglio dall’organismo, senza controindicazioni e sballi. L’effetto sberla di una bistecca cruda al sangue può benissimo essere visto e confuso come una iniezione concentrata di ferro, ma si tratta in realtà di una sovra-stimolazione, e non di una reale migliore assimilazione. Talvolta poi nello stesso paziente si sviluppa la convinzione psicologica e l’effetto placebo. In ogni caso la bistecca cruda diventerà una necessità di carattere quasi dopante, e sarà come bere qualche tazzina di caffè, col risultato di sollievi immediati confusi per assimilazioni, e invecchiamento intensificato associato a decrepitezza aggiuntiva, che poi è l’effetto tipico collaterale di ogni tipo di carne.

DOVE TROVARE IL FERRO NELLE FORME NATURALI

Il ferro si trova abbondante nei semi di zucca (dove c’è anche molto zinco), nei cereali integrali, nel germe di tutti i grani. Girasole, miglio, noci, mandorle, anacardi, uvetta, topinambur, tarassaco, datteri, carciofi, mirtilli, prugne secche, rappresentano pure ottime fonti del prezioso minerale. Altro dettaglio importante è che negli alimenti il ferro è contenuto in forma ferrica, e per poter essere digerito, deve essere prima trasformato in forma ferrosa. Questa conversione chimica avviene grazie alla vitamina C (agrumi, kiwi, peperoni, prugne, spinaci, banane, ananas, fragole, rape, ecc.), fermi restando gli ulteriori requisiti di organicità del ferro, che porta sempre a dover optare per l’alimentazione crudista, visto che il ferro organico, sottoposto a cottura assieme al cibo che lo contiene, si trasforma in ferro inorganico non assimilabile, e dunque in una immondizia, in una scoria in più da mandar fuori.

IMPOSSIBILE ANDARE IN CARENZA CON UNA DIETA CRUDISTA TENDENZIALE

Il consumo, o se vogliamo la perdita media di ferro, è di 1 milli-grammo al giorno per i maschi. Per le donne la quota varia da 0,5 a 2 mg/giorno, mentre in gravidanza e durante le mestruazioni la dispersione può salire a 7,5 mg/giorno. Non si tratta comunque di una enormità, visto che, con ogni dieta minimamente accorta e logica (includente frutta e verdura allo stato naturale), si ingeriscono tra i 15 e i 25 mg/giorno di ferro. Occorre però considerare che, spesso, solo il 20% del ferro immesso viene poi regolarmente assorbito.

LE SOSTANZE FERRO-DISTRUTTIVE

Ci sono persone sprovvedute e irresponsabili le quali, fumando, si caricano di inquinanti e di radicali liberi, e dissipano in tal modo molta vitamina C, compromettendo l’assimilazione del ferro. Altre che prendono aspirina, farmaco particolarmente antitetico al metabolismo del ferro. È dimostrato come i consumatori di aspirina tendano inevitabilmente all’anemia e alle emorragie. Eppure milioni di tonnellate di aspirina vengono prescritti e consumati ogni giorno in questi ultimi decenni, e la corsa all’aspirina dura ormai da 200 anni. Tracce di aspirina si trovano in quasi tutti i neonati negli Stati Uniti. Anche l’uso di tranquillanti, di analgesici e antidolorifici, compromette l’assimilazione del ferro. Persino i dosaggi eccessivi di vitamine (sintetiche), specie A e D, sono a sfavore del ferro. Il caffè poi, specie per chi vi è assuefatto, rema decisamente contro. Ettolitri ed ettolitri di bevande toniche vengono ingerite da consumatori poco accorti.

SIDEREMIA DANNOSA PER IL FEGATO, PER LA VESCICA E PER IL CERVELLO

Questi tonici utilizzano regolarmente tra gli ingredienti minerali di ferro che non si potranno mai utilizzare, ma che avranno piuttosto effetti distruttivi sui denti e nell’organismo, causando persino ulteriore domanda di ferro buono, in una specie di gioco perdente al chiodo scaccia chiodo, dove il chiodo cattivo scaccia quello buono. È dimostrato dalla ricerca medica seria come il farmaco ferro, ovvero il ferro sintetizzato e confezionato come integratore, sia un irritante specifico della vescica, parte estremamente delicata e basilare, soggetta troppo spesso a stress chimici che portano alla sua rovina e alla sua asportazione chirurgica. L’alcol dei tonici ha effetti distruttivi sul fegato, il quale fegato, oltre alle altre basilari funzioni, fa pure da accumulatore e riserva di ferro buono, come prevenzione alle carenze.

CON LA FRUTTA E LE VERDURE CRUDE NON SI SBAGLIA MAI

Come si vede, troppa gente fa oggi uso di farmaci e sostanze contrastanti o incompatibili, ignorando la gravità degli immancabili effetti collaterali, delle logiche reazioni protettive dell’organismo. Si finisce così per consumare spesso più ferro di quanto ne abbiamo immesso, operando alla fine in regime di deficit. Occorre inoltre evitare come la peste lo zucchero industriale in tutte le sue forme evidenti o nascoste. Trattasi di un carbone che diventa acido carbonico nel corpo, e come tale è portato a prelevare ferro e altri oligoelementi. Lo stesso discorso vale ovviamente per tutte le bibite gassate e dolcificate, e persino per l’acqua minerale gassata. Lo zucchero vivo della frutta non comporta invece controindicazioni.

STIAMO ATTENTI ALLA FERRO-MANIA

L’abitudine di assumere sale (cloruro di sodio) in tutte le sue forme anche nascoste (carni, prosciutti, grana) gioca pure ruoli distruttivi, non solo per i noti effetti di ritenzione dei liquidi, e per tante altre iniquità chimiche, ma anche per gli effetti paralizzanti che il sale ha sulla funzione dei villi intestinali, ostacolata e impedita dal veleno salino. Sale, altro nemico dunque del nostro ferro, e della salute in genere. La stessa soia, soprattutto nei suoi prodotti derivati, pur essendo una pianta, pare responsabile di abnormi sprechi di ferro e zinco. Occorre in ogni caso fare attenzione agli eccessi e alle esagerazioni della ferro-mania. Dopotutto, questa spasmodica rincorsa al ferro e ai microelementi, propagandata e gonfiata ad arte e a dismisura dai produttori di pillole e pozioni, è diventata un mito, un obiettivo fuorviante e carico di rischi, anche se la gente non sembra rendersene conto.

ASSUMERE INTEGRATORI NON SIGNIFICA ALIMENTARSI MA TAPPARE LE FALLE ALLA CARLONA

Non per niente il settore integratori e quello delle vitamine sintetiche sono diventati il business mondiale dei record nell’ambito dell’industria farmaceutica, e già questo fatto dovrebbe destare sospetto e preoccupazione. Tanto più che i sali minerali in eccesso, tipici dei prodotti concentrati e confezionati, diventano spesso insostenibile fardello, ovvero causa di ostruzioni, ossificazioni e vecchiaia precoce, e di quel meccanismo perverso che è l’incrostazione salina e la decrepitezza tipica della terza età, quando sopravviene una diminuzione della massa muscolare e le fibre nervose perdono elasticità.

MAI RINCORRERE I VALORI SINGOLI

Il problema del ferro, lo ripetiamo volutamente per i disattenti, non sta tanto nel mettere dentro più ferro o più sostanze ricche di ferro nel sistema, o, ancora peggio, integratori salini (poco importa se commercializzati come oligoelementi liquidi al manganese-cobalto, o come rimedi omeopatici che non rimediano un bel nulla), quanto nel costruire giorno per giorno la propria salute, optando per sane abitudini di vita e adottando la sola alimentazione che risponde alle esigenze del corpo umano, vale a dire l’alimentazione crudista-fruttariana-vegetariana, dove il ferro diventa un dettaglio quasi insignificante, nel senso che esso arriva automaticamente nei punti giusti e nelle forme giuste, senza andarlo mai a rincorrere.

NON ESISTONO ALBERI CHE PRODUCONO HAMBURGER E NEMMENO CESPUGLI CHE PRODUCONO PILLOLE E PASTIGLIE

Questo sistema nutritivo è da sempre garanzia totale di non-carenza nei riguardi di tutte le proteine nobili e non, di tutte le vitamine, di tutti gli enzimi e dei fattori di crescita (auxoni), di tutti i sali minerali, ivi incluso il mitico ferro. Chiaro che si dovranno preferire i prodotti non trattati con pesticidi, anche se ben sappiamo che ogni frutto maturato su un albero e ben lavato è di per sé sinonimo di naturalezza e di autenticità, e che nessun veleno lo renderà mai immangiabile, discorso che non vale invece per carni, pesci, uova, formaggi, tanto per intenderci, dove la percentuale di veleni è sempre formidabile.

DOVE TROVARE IL FERRO NELLE FORME GIUSTE E NATURALI

importante è che negli alimenti il ferro è contenuto in forma ferrica e, per poter essere digerito, deve essere prima trasformato in forma ferrosa. Questa conversione chimica avviene grazie alla vitamina C (agrumi, kiwi, peperoni, prugne, spinaci, banane, ananas, fragole, rape, ecc.), fermi restando gli ulteriori requisiti di organicità del ferro, che porta sempre a dover optare per l’alimentazione crudista, visto che il ferro organico, sottoposto a cottura assieme al cibo che lo contiene, si trasforma in ferro inorganico non assimilabile, e dunque in una immondizia, in una scoria in più da mandar fuori. Il prezzemolo ne contiene 25 mg per 100 grammi, che è oltre il doppio dell’RDA giornaliero. Ma a nessuno venga in testa di mangiarsi mezzo etto di prezzemolo crudo, trattandosi di un’erba prevalentemente aromatica. E a nessuno venga in testa di evitare le banane perché hanno poco ferro, tanto per fare un utile esempio, dal momento che sono ricche di altri principi nutritivi essenziali. C’è ferro in abbondanza e nella versione corretta, cioè prontamente utilizzabile, nei meloni e ancora di più nelle angurie, nel cavolo, nella lattuga, nel radicchio, nel tarassaco, nel pan e vin (che non è il pane e il vino ma la comune acetosa), nei bulbi di porro, nel crescione, negli spinaci, negli asparagi, nei ravanelli, nel cavolo rapa, nelle carote, nelle fragole, nei datteri, nei fichi, nelle albicocche, nelle castagne, nelle mandorle e nelle nocciole, nel miglio, nell’avena, nei germogli di soia e di alfa-alfa, nel germe di grano, nei semi di sesamo-girasole-zucca, nel topinambur e un po’ in tutte le verdure e la frutta non citata. Il re assoluto del ferro è poi lo spizecùl, ossia il frutto rosso maturo della rosa canina.

PENSARE GIUSTO, RESPIRARE LUNGO, MANGIARE VEGAN-CRUDISTA SCHIVANDO IL CIBO-SPAZZATURA

Ma è giusto ribadire fino alla noia come il ferro appropriato si trovi alla fin fine più negli atteggiamenti e nei pensieri corretti, che nei vari incapsulamenti della natura. Il ferro si trova nella corretta attività fisica alternata al riposo, facendo in modo che la circolazione sanguigna sia mantenuta su tutto l’arco dei vasi e dei capillari. Si trova nella vita all’aria aperta e nella capacità di eliminare gli stress, e nella disponibilità al sorriso, nel non fumare. L’anemia ferrocarenziale di tipo strettamente chimico-minerale in pratica non esiste. Trattasi di una situazione ipotetica e virtuale utilizzata con metodi allarmistici per far vendere integratori minerali alle sempre più numerose fabbriche di compresse. Produrre minerali di traccia e venderli a prezzo d’oro nelle confezioni è facile e costa poco, e rende evidentemente molto di più che produrre ingombranti barre e tondini di acciaio.

FATTORI DI ASSORBIMENTO

Tanto più che esiste nel nostro organismo il magistrale ciclo intraorganico del ferro, vale a dire un fine meccanismo di regolazione a livello assorbente, che previene fenomeni di carenza.
L’assorbimento del ferro dipende in ogni caso da: A) Ferro nella dieta (quello delle verdure citate prima), B) Liberazione del ferro da dieta (vedi food-enzyme dei cibi crudi e vivi), C) Biodisponibilità del ferro (ad esempio, 100 grammi di soia danno 8,4 mg di ferro, di cui solo il 30% disponibile, vale a dire 2,52 mg (tratto da La via Vegetariana, di R. Marchesini), D) Condizioni di pulizia intestinale favorevoli all’assorbimento (es. niente latticini, autentici barbari invasori del nostro tubo gastrico e del nostro corpo, riducono dal 30 al 50% l’assimilazione del ferro contenuto nei restanti alimenti ingeriti, e impediscono pure l’assorbimento di altri principi nutritivi).

SALUTE SIGNIFICA CORPO IN EQUILIBRIO

Tutto sommato, si può proprio dire, sorprendendo tanti ma senza scandalizzare nessuno, che il ferro c’entra assai poco e assai raramente con l’anemia, e che le reali motivazioni vanno cercate altrove. Che fare dunque se si soffre davvero di anemia? I medici sembrano troppo spesso dimenticarsi un fatto basilare ed essenziale, e cioè che il nostro corpo non è un insieme disorganizzato e disordinato, ma è invece una macchina perfetta dotata di sofisticati mezzi di auto-regolazione ed auto-equilibrio, che non dovrebbero essere toccati o by-passati con troppa superficialità.

CHI PRESCRIVE INTEGRATORI PROVIENE DA UNA SCUOLA SBAGLIATA

La risposta onesta e chiara è una sola. Occorre puntare al riequilibrio del corpo con serenità. Bisogna dare al proprio corpo totale fiducia sulle sue capacità di auto-equilibrarsi. Smettendola di mettergli bastoni medicali e non medicali tra le ruote, cercando di usare i propri strumenti cognitivi e la propria testa, dedicando qualche ora tutti i giorni allo studio di sé stessi e alla ricerca della verità. E, se alla mamma apprensiva per il suo bimbo, il pediatra le raccomanda a tutti i costi una cura a base di ferro (ovvero di integratori), suggerisco questa battuta: Le è mai venuto il minimo dubbio o il sospetto, dottore, di provenire da una scuola medica tutto sommato sbagliata?

Valdo Vaccaro (Collaborazione editoriale di Alessandro Siri)

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